UNA FELICE PASQUA A TUTTI !!!
1 anno fa


Ci siamo. Il grande giorno che aspettavamo da quattro anni è finalmente arrivato. Fra poco più di un’ora si alzerà il sipario sui Mondiali di calcio Sudafrica 2010, la coppa iridata del pallone che per la prima volta nella storia sbarca in quest’angolo del pianeta. In campo per la partita inaugurale i padroni di casa affronteranno il Messico. Stasera invece si affronteranno Francia e Uruguay.
ionale ha giocato una sola partita, ma si è conquistato la convocazione segnando 15 gol alla sua prima stagione in serie A con la maglia della Juventus. Contro l’Austria, prima gara degli Azzurri, parte dalla panchina, riserva di Gianluca Vialli e Andrea Carnevale. Al 75’ entra al posto dell’allora attaccante del Napoli, quattro minuti dopo è già in gol. Vicini ripete la staffetta anche nella successiva partita contro gli Stati Uniti, vinta 1-0 grazie a un gol di Giannini. Poi, nella terza sfida con la Cecoslovacchia, promuove Schillaci titolare e viene ripagato con un altro gol. Totò non esce più di squadra e continua a segnare: la sua velocità manda in tilt le difese avversarie, i suoi occhi strabuzzanti restano una delle immagini culto del Mondiale italiano. Il cammino azzurro si conclude con il terzo posto (2-1 all’Inghilterra, un gol è di Totò): Schillaci, capocannoniere di Italia ’90 con 6 gol, sembra lanciato verso una carriera da superstar, ma dopo il Mondiale non è più lo stesso. Mai più di 6 gol in serie A nelle stagioni successive, una sola altra rete in Nazionale, con cui gioca l’ultima partita il 25 settembre 1991, poco prima del tramonto dell’era Vicini. Il suo tramonto calcistico in Giappone, a meno di 30 anni. Ma la sua immortalità se l’era già conquistata.
osi nella partita successiva contro la Polonia. Finisce nella squadra ideale del torneo poi vinto dall’Argentina di Maradona, ma la sua carriera finisce nel fango, colpa di una turbolenta vita notturna che lo fa finire in carcere per aver picchiato una prostituta. L’Inghilterra nel 1990 vive la Gazza mania, conquistata dalle prodezze di Paul Gascoigne, 23enne centrocampista che con le sue giocate trascina la squadra di Bobby Robson fino alla semifinale contro la Germania, persa ai rigori. Gazza piange lacrime amare in quella partita, per colpa di un cartellino giallo che gli sarebbe costato la finalissima. La carriera di Gascoigne continua, ma non tocca più le vette di Italia 1990, complice l’infortunio al ginocchio rimediato nella finale di FA Cup 1991. Al Mondiale non ha più messo piede: le sue follie fuori e dentro il campo sono storia.